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Presentazione

Coloro che hanno letto “Il Signore degli Anelli” sanno che Minas Anor, torre del sole calante, è il nome originario di Minas Tirith, la quale ha svolto il ruolo di bastione principale contro le armate di Sauron.

La scelta di questo nome è dovuta al ruolo di difesa della libertà, per la quale è necessaria una battaglia intellettuale, in questo tempo di declino che stiamo vivendo.

Noi ci riteniamo persone normali e semplici, che hanno mantenuto amore per la verità, per i valori di un tempo e per la conoscenza. Assistiamo ogni giorno che passa all’imbarbarimento e alla decadenza della civiltà attuale, all’apparente prevalenza delle tenebre sulla luce: per questo abbiamo deciso, dopo mesi di riflessione, di fare un ulteriore passo avanti.

Non ci limiteremo a trattare pochi argomenti: spazieremo il più possibile in base a ciò che ci interessa, per far riscoprire la multidisciplinarietà del sapere, andando controcorrente e opponendoci a chiunque voglia imporre un pensiero unico e alla “mediocrazia” imperante.

Non vogliamo dare illusioni né essere catastrofisti, ma è innegabile che stiamo attraversando tempi difficili e potrebbero arrivarne peggiori; nonostante ciò, vogliamo esortare a guardare dentro il proprio Io, per trovare la pace interiore, indispensabile a superare le avversità esteriori.

Il raggiungimento della consapevolezza passa per gradi ed è diverso per ogni individuo: si tratta di aver raggiunto determinati livelli di coscienza. Questo lavoro interiore è molto difficile, perché la cultura dominante è ben radicata e i suoi manovratori hanno ampi e potentissimi mezzi. Nonostante ciò, sappiamo di avere la Verità e le forze del Bene dalla nostra parte, perciò non possiamo che essere destinati alla vittoria.

Immagine di Minas Tirith tratta da https://lotr.fandom.com/it/wiki/Minas_Tirith

Il Nuovo Codice della Strada: Un Attacco alla Libertà?

Il nuovo Codice della Strada, approvato lo scorso novembre 2024, ha sollevato numerose polemiche. Pubblicizzato soprattutto dal Ministro delle Infrastrutture Salvini, questo provvedimento viene percepito da molti come un ulteriore passo verso la limitazione della libertà personale.

Le Restrizioni alla Mobilità

Negli ultimi anni, politici e governi stanno implementando misure sempre più restrittive per limitare l’uso dell’automobile, giustificandole con l’impatto ambientale e la riduzione delle emissioni di CO2. Un esempio è l’introduzione compulsiva del limite di 30 km/h, che ha trovato a Bologna una delle sue massime espressioni. Questo provvedimento si inserisce nel più ampio progetto della città da 15 minuti”, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo.

https://twitter.com/boni_castellane/status/1749377291061223750

L’IT Wallet e l’Euro Digitale: Controllo o Innovazione?

Un altro provvedimento discusso è l’introduzione dell’IT Wallet, un’applicazione che raccoglierà digitalmente tutti i documenti personali, tra cui patente, carta d’identità, passaporto, codice fiscale e tessera sanitaria. Sebbene presentato come un’innovazione tecnologica, molti temono che possa diventare uno strumento di controllo sociale.

Parallelamente, si discute l’introduzione dell’Euro Digitale, che inizialmente potrebbe essere incentivato con agevolazioni, ma che in futuro potrebbe trasformarsi in una moneta “a scadenza”. Patrick DeWatt ne ha parlato in dettaglio in una sua diretta.

L’obiettivo finale sembra essere l’abolizione totale del contante, giustificata con motivazioni ecologiche e di lotta all’evasione fiscale.

Arresto per Guida in Stato di Ebbrezza: Una Misura Eccessiva?

Il nuovo Codice della Strada introduce l’arresto per tassi alcolemici superiori a 0,5. Tuttavia, vi sono situazioni in cui si potrebbe risultare positivi anche solo per aver utilizzato un collutorio o uno sciroppo a base di propoli.

L’avvocato Fusillo ha espresso un’opinione critica su questa normativa, sostenendo che è necessario opporsi con mezzi civili a queste restrizioni eccessive.

Sebbene la sicurezza stradale sia un obiettivo legittimo, ci si chiede perché il tentativo di truffa non sia punito in modo analogo. Il nostro ordinamento punisce solo la truffa consumata, mentre si penalizza chi guida con un tasso alcolemico lievemente superiore al limite consentito, anche in assenza di danni.

Conclusione

Mentre il nuovo Codice della Strada continua a far discutere, migliaia di ricorsi sono stati già presentati. Per chi si sente insoddisfatto delle attuali politiche, il consiglio è di partecipare attivamente alle prossime elezioni, scegliendo il male minore per contrastare provvedimenti percepiti come eccessivamente restrittivi.

Fanta-politica globale nel 2025

Cari lettori,
scusandoci con voi se per un lungo periodo di tempo siamo rimasti in silenzio, vi facciamo i nostri migliori auguri per un felice anno nuovo 2025, il quale, senza dubbio, è iniziato con non meno presupposti turbolenti rispetto al 2024. Tuttavia, cerchiamo di non farci scoraggiare e vogliamo condividere con voi una riflessione interessante, da parte di una persona da noi stimata. Eccola qui sotto:

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, il collasso della Siria, e l’incontro lampo tra lo stesso Trump e Giorgia Meloni, la liberazione improvvisa di Cecilia Sala con la conseguente possibilità di quella di Abedini, insieme al silenzio strategico della Cina sulle mosse statunitensi, sollevano interrogativi intriganti. Possiamo ipotizzare uno scenario fanta-politico basato su una serie di interessi globali convergenti.

Lo scenario ipotetico

Considerando che:

  • la Russia, grazie al Donbass, diventa autonoma per le materie prime necessarie alle nuove tecnologie;
  • la Cina possiede risorse critiche sia in patria sia in Africa, grazie all’espansione economica favorita dalla scarsa visione strategica europea;
  • gli USA non hanno riserve significative di tali risorse, ma la Groenlandia potrebbe essere un serbatoio prezioso;
  • l’Europa non è in grado di gestire né difendere adeguatamente queste risorse,

ecco allora l’ipotesi: potrebbe essere in atto un accordo di fatto, se non di diritto, tra le principali potenze mondiali. Questo “patto non scritto” potrebbe prevedere:

  1. La Groenlandia agli USA, per garantirsi un accesso privilegiato alle risorse.
  2. Il Donbass alla Russia, consolidando la sua influenza geopolitica.
  3. Taiwan alla Cina, come parte della sua strategia di espansione regionale.
  4. Un Iran neutrale, che cessa di fomentare e armare gruppi come Hezbollah in Libano e Siria, in cambio di stabilità commerciale e militare.

Il ruolo dell’Iran: una pedina chiave?

La liberazione della Sala, con la prospettiva di quella di Abedini, potrebbe essere interpretata come un segnale di questa nuova dinamica. Gli Stati Uniti sembrano considerare l’Iran un interlocutore, non più un nemico da isolare.

L’Europa: spettatrice o giocatrice?

Se questa ipotesi fosse fondata, il governo italiano potrebbe essere informato dei fatti e lavorare dietro le quinte per dividere l’Europa, rendendola meno coesa nel difendere gli interessi della Danimarca sulla Groenlandia.

Conclusione

Naturalmente, tutto questo è pura fantapolitica, ma i segnali sembrano indicare che qualcosa di significativo stia accadendo a livello globale. Rimane da vedere se queste mosse porteranno a un nuovo equilibrio geopolitico o a ulteriori tensioni.

Nemmeno noi abbiamo la sfera di cristallo né pretendiamo di averla, però ci piace condividere queste riflessioni di “fanta-politica”, in particolare quelle del buon Patrick DeWatt, al quale abbiamo inoltrato la riflessione e in sintesi non esclude che lo scenario menzionato dal nostro contatto possa realizzarsi. Ecco una sintesi delle sue osservazioni.

Ucraina e Russia: sta nascendo una nuova narrativa sulla guerra?

Negli ultimi tempi, si sta delineando quella che potrebbe essere una nuova strategia comunicativa da parte dei governi occidentali riguardo al conflitto in Ucraina. Questa narrativa sembrerebbe mirare a presentare la guerra come “vinta” dagli alleati, nonostante le realtà sul campo possano raccontare una storia diversa.

Il contesto: perché cambiare narrativa?

Per molte nazioni occidentali, la guerra in Ucraina si è trasformata in un terreno scivoloso. Dopo mesi di sforzi militari ed economici, l’opinione pubblica inizia a chiedersi: qual è il reale obiettivo e quale sarà il costo finale? Per evitare una perdita di consenso tra gli elettori, sembra emergere una strategia che punta a:

  1. Raccontare la guerra come una vittoria occidentale, indipendentemente dal risultato concreto.
  2. Cedere territori strategici, come il Donbass, ma mascherare la concessione come un successo tattico.
  3. Salvare la faccia agli occhi degli elettori, presentando un’immagine di forza e coerenza.

La nuova narrativa: come viene costruita?

Per rendere questa percezione credibile, la propaganda potrebbe fare leva su una comunicazione coordinata:

  • Dichiarazioni ufficiali che enfatizzano i successi delle forze ucraine e degli alleati occidentali.
  • Silenzio mediatico o minimizzazione delle concessioni territoriali per non attirare l’attenzione sul loro impatto reale.
  • Manipolazione dell’opinione pubblica attraverso media e influencer che sostengano la narrazione del “tutto è andato secondo i piani”.

Conclusione: tra realtà e percezione

Se questa strategia dovesse essere confermata, ci troveremmo di fronte a una delle più grandi operazioni di “salvataggio della faccia” politica dell’epoca moderna. Fingere di aver vinto per giustificare una tregua e delle concessioni potrebbe essere un compromesso necessario per uscire dal conflitto senza perdere ulteriormente credibilità.

Chi vivrà vedrà cosa bolle nella pentola di questo anno decisivo.

Un saluto,
Tulkas & Gilgamesh

Servizi segreti USA: rischi di attentato dall’Iran per Trump

Questa mattina la Deutsche Presse Agentur (DPA, Agenzia di stampa tedesca) ha pubblicato un articolo secondo cui i servizi segreti USA hanno informazioni per cui il candidato alla presidenza USA Donald Trump avrebbe ricevuto minacce di morte dall’Iran. Pubblichiamo di seguito una sintesi.
“La squadra elettorale e il portavoce di Donald Trump, Steven Cheung, hanno dichiarato che i servizi segreti statunitensi hanno informato il candidato repubblicano di minacce reali e concrete provenienti dall’Iran per assassinarlo. L’obiettivo dell’Iran sarebbe destabilizzare gli Stati Uniti e seminare il caos. Le forze dell’ordine stanno lavorando per garantire la sicurezza di Trump e assicurare che le elezioni presidenziali del 5 novembre si svolgano senza interferenze. Recentemente, sono emerse nuove informazioni su un attacco hacker iraniano che ha colpito la comunicazione interna del team di Trump, con l’obiettivo di minare la fiducia nel processo elettorale e influenzare l’esito delle elezioni.”

Noi non vogliamo lavorare di fantasia, ma vogliamo invitare alla prudenza sulle interpretazioni alla lettera di certe affermazioni e informazioni. Non scordiamoci due cose fondamentali:

  1. La CIA e l’FBI non stanno dalla parte di Trump (l’attentato del 13 luglio ne è la pistola fumante, ma si sapeva da tempo), per cui potrebbero essere loro stessi ad organizzare l’attentato, fabbricando poi prove false per incolpare l’Iran.

  2. già dai tempi della guerra in Iraq del 2003, i servizi segreti USA fornirono “prove schiaccianti” (la famosa fialetta di Colin Powell), poi rivelatesi false, come casus belli.

    Ma perché questa delirio di guerra a poco più di un mese dal voto negli USA? Perché una guerra in grande stile, come ipotizzato da alcuni, fra cui Patrick De Watt nelle sue ultime dirette, sarebbe l’ultimo modo da parte delle élites globaliste, per non far svolgere il voto del 5 novembre, da cui Trump ne uscirebbe sicuramente vincitore.

A questo punto, le ipotesi sono due:

A) se non abbiamo ragione, Trump ha preso il controllo dei servizi segreti e della polizia federale, e l’Iran (o meglio, una parte delle loro élites) potrebbe veramente avere l’intenzione di far fuori il candidato repubblicano. Quali siano le reali motivazioni dietro le quinte, non le sappiamo.

B) Se abbiamo ragione, e dietro le quinte, Trump sta cercando non solo un accordo con la Russia, ma anche con la Corea del Nord e lo stesso Iran (Giuseppe Sangiorgio, 12-08-2024, minuto 26) e i democratici, facenti parte dell’élite globalista davosiana, assieme alla parte corrotta e guerrafondaia del governo israeliano (Netanyahu), stanno cercando in tutti i modi di sabotare questi accordi.

Entro i prossimi sei mesi, forse già entro la fine dell’anno, dovremmo riuscire ad avere qualche risposta in più alle nostre domande.

Interruzioni IT paralizzano aeroporti, banche e emittenti in tutto il mondo

Attualmente si sta verificando un massiccio fallimento dei servizi IT in tutto il mondo. La causa sembra essere un aggiornamento difettoso di una società di sicurezza che porta al crash dei sistemi Windows.

In tutto il mondo, molte grandi aziende stanno attualmente lottando con il fallimento dei loro sistemi IT. Tra gli altri, le compagnie aeree e gli aeroporti, ma anche le emittenti televisive e le banche sono interessate, in parte l’operatività corrente ha dovuto essere completamente interrotta o almeno limitata. La causa del disturbo dovrebbero essere i crash di massa dei sistemi Windows.

Interruzioni globali Nei sistemi interessati, all’avvio appare uno schermo blu con un messaggio di errore, il cosiddetto Blue Screen of Death (BSOD). La causa sembra essere un aggiornamento difettoso della società di sicurezza Crowdstrike. Di conseguenza, i PC e i server interessati finiscono in un ciclo di avvio di ripristino, il che rende impossibile l’uso dei computer.

Mentre gli errori negli Stati Uniti hanno già causato i primi problemi nella notte di venerdì, i problemi si sono ampliati venerdì mattina soprattutto in Europa e in Australia. Inizialmente, le banche australiane hanno suonato l’allarme quando migliaia di computer non funzionavano più. La stazione britannica Sky News ha persino subito un’interruzione delle trasmissioni, e anche l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo ha avuto problemi massicci al mattino. Per un certo periodo, non è stato possibile decollare e atterrare gli aerei. La portavoce dell’aeroporto ha detto alla stazione RBB che l’operatività dei voli sarà probabilmente sospesa fino alle dieci.

Attualmente vengono pubblicati continuamente annunci di varie aziende e istituzioni che sono anch’esse interessate dal fallimento. Tra questi ci sono aeroporti olandesi, ma anche la linea di emergenza 911 negli Stati Uniti.

Anche l’azienda apparentemente responsabile del fallimento, Crowdstrike, si è già espressa. “Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di BSOD su host Windows che si verificano in varie versioni”, si legge sulla pagina di supporto. L’aggiornamento difettoso è stato ormai annullato, ma ovviamente questo non aiuta i computer su cui è già stata installata la nuova versione. Questa misura impedisce solo che il problema si diffonda ulteriormente.

Lavori di riparazione Nel frattempo, CNBC riporta che Microsoft ha risolto un’interruzione nella propria cloud. Su una pagina web correlata, la società statunitense ha annunciato che c’erano stati problemi con i servizi Azure e la suite di app Microsoft 365. Questo potrebbe includere “interruzioni nella gestione del servizio, nella connettività o nella disponibilità dei servizi”. Non è chiaro se si trattasse di un problema separato o di un effetto collaterale del problema di Crowdstrike.

Nessuno degli aeroporti menzionati ha ancora dato l’allarme. Sia in Germania che nei Paesi Bassi, sembra che ci siano ancora problemi con il check-in e l’accesso online ai biglietti d’imbarco. Come riporta la Lufthansa su Reuters, si sta lavorando anche alla risoluzione del problema. Una portavoce della compagnia aerea SAS sottolinea in un comunicato che l’IT ora funziona senza problemi, ma ci saranno ritardi su numerosi voli.

Code negli aeroporti La BBC riporta che all’aeroporto di Stansted ci sono lunghe code. Tuttavia, i voli non sono interessati, è solo necessario fare tutti i check-in manualmente al momento, il che richiede un po’ più di tempo. In generale, la maggior parte delle compagnie aeree cerca di tenere aggiornati tramite i social media le conseguenze dei problemi tecnici. Ad esempio, la compagnia aerea indiana Spicejet scrive che terrà i clienti aggiornati su possibili ritardi dei voli.

Un thread Reddit creato per i fallimenti sta attualmente raccogliendo centinaia di post di amministratori IT che riportano i loro guasti tecnici. Lì si discute anche di possibili soluzioni ai problemi. Molti riportano che la loro intera azienda è offline e non può lavorare. Un altro scrive: “Buon venerdì”. Sarà probabilmente una lunga giornata per i responsabili IT. (red, 19.7.2024)

Fonte: Der Standard

Tradotto dal tedesco con l’ausilio di GPT-4.

Co-fondatore di Greenpeace smonta il cambiamento climatico

È recentissima la notizia dello studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT), secondo cui l’abbassamento dei limiti di velocità a 30 km/h nelle città aumenterebbe l’inquinamento, invece di diminuirlo. Ora, non vogliamo certamente sminuire il prestigio del MIT, ma è sufficiente aver studiato le basi dei motori endotermici per sapere che lo sforzo del motore non varia linearmente né con la velocità né col regime del motore.

In un nostro precedente articolo avevamo riportato come la città di Londra avesse diffuso dei falsi dati per far approvare all’opinione pubblica il limite dei 30 km/h in città.

In aggiunta a ciò, vogliamo riportare le dichiarazioni del co-fondatore di Greenpeace, Dr.Patrick Moore, sul cambiamento climatico in atto. Abbiamo trovato il video sul canale Telegram svizzeroUncut-News“. Sotto riportiamo la traduzione dal tedesco dell’articolo, che sintetizza il video:

Patrick Moore, co-fondatore di Greenpeace (video non sottotitolato).


Moore: “Salviamo la vita sulla Terra aumentando il CO2”.

Dr. Patrick Moore, co-fondatore di Greenpeace: “Ci sono tre cose da sapere per capire che [la crisi climatica] è sbagliata”.

“Primo: Attualmente non fa troppo caldo. Ci troviamo in uno dei periodi più freddi della storia della Terra”.

“Secondo: Il livello di CO2 nell’atmosfera oggi è più basso rispetto alla maggior parte della storia della Terra”.

Terzo: Dobbiamo capire da dove proviene tutto il CO2 che rilasciamo nell’atmosfera. Come arriva nei combustibili fossili? Attraverso le piante che lo assorbono dall’atmosfera e dagli oceani. Il plancton nel mare e la vegetazione sulla terra lo trasformano in carbone, petrolio e gas”.

“Stiamo quindi solo sostituendo il biossido di carbonio. Se non ci fosse abbastanza CO2 per le piante, moriremmo tutti. Stiamo portando il livello di CO2 a un livello molto migliore di quello precedente. Stiamo salvando la vita sulla Terra”.

L’ennesima testimonianza non di un oppositore ideologico, ma di un fondatore di una delle più importanti associazioni che propagandano una realtà distorta, mediante tecniche di manipolazione delle masse.

Incidente in Iran: ipotesi e dettagli simbolici

La morte di importanti vertici governativi iraniani, tra cui il presidente iraniano Ebraihim Raisi e del ministro Hossain Amirabdollahyan è un evento che segue la recente scia di eventi quali l’attentato al primo ministro slovacco Robert Fico e il ricovero in ospedale del re saudita Salman al Saud, padre di Mohammed bin Salman.

Dagli innumerevoli commenti che abbiamo potuto leggere ed ascoltare tra ieri e oggi, riteniamo il più affidabile e degno di nota quello dell’ex-Sismi Luigi Baratiri.

In sintesi, nel video Baratiri ci spiega che, con la morte del presidente iraniano, nell’ipotesi che ci siano dietro delle potenze straniere, si cerchi di fomentare una nuova rivolta interna in Iran, perché una parte non indifferente della popolazione, soprattutto chi è emigrato all’estero, si oppone ferocemente al governo teocratico e vorrebbe vedere un cambio della classe politica. Non entreremo in merito a codeste questioni, pur comprendendo le ragioni di critica, desiderando invece menzionare alcuni aspetti finora passati inosservati a molti.

Anniversario di nascita dell’Imam Reza

Un’altra data coincidente con la caduta dell’elicottero è il compleanno dell’Imam Reza, celebrato in Iran. Molto probabilmente, la scelta della data per colpire Raisi e l’Iran è voluta per ulteriore beffa verso il sentimento religioso del governo e della popolazione fedele.

IL LUOGO E GLI EVENTI AD ESSO CORRELATI

La foresta di Arsbaran, anche conosciuta come foresta di Arasbaran, si trova nella provincia dell’Azerbaigian Orientale. È una regione ecologicamente significativa, ricca di flora e fauna uniche, e parte del patrimonio naturale dell’Iran. Essa è anche luogo natìo di Sattar Khan, figura chiave nella Rivoluzione Costituzionale Persiana (1905-1911), che cercava di limitare il potere assoluto dello Shah e stabilire una costituzione. Nel 1908, dopo che Mohammad Ali Shah Qajar aveva bombardato il parlamento iraniano, Sattar Khan si sollevò in difesa della costituzione. Guidò la resistenza armata nella città di Tabriz, organizzando i combattenti noti come “Mujahidin” contro le forze monarchiche. Sotto il suo comando, Tabriz divenne un bastione della rivoluzione e un simbolo della lotta per la libertà. La sua determinazione e leadership galvanizzarono il movimento costituzionale, che alla fine portò alla restaurazione della costituzione e alla deposizione dello Shah.

Babak Khorramdin

Nacque in una famiglia che aderiva alla fede Khurramita, una setta religiosa che combinava elementi del Mazdeismo e del Mazdakismo, e che promuoveva ideali di giustizia sociale e uguaglianza. La sua ribellione contro il califfato abbaside iniziò intorno all’816 d.C., quando guidò i suoi seguaci in una serie di rivolte che si prolungarono per oltre due decenni. La sua fortezza, noto come “Babak Castle” o “Ghal’eh Babak”, situata nelle montagne della regione di Kaleybar, era un’imponente struttura difensiva e un simbolo di resistenza. Nonostante diverse campagne militari abbasidi per reprimere la ribellione, Babak riuscì a mantenere il controllo della sua fortezza fino all’838, quando fu catturato tradimento. Fu portato a Samarra e giustiziato, ma la sua leggenda sopravvive come un simbolo di resistenza contro l’oppressione.

Guerra Ottomano-Persiana (1821-1823)

La battaglia in cui furono uccisi 10.000 soldati ottomani si inserisce nel contesto delle guerre ottomano-persiane, una serie di conflitti intermittenti tra l’Impero Ottomano e l’Impero Safavide (e successivamente l’Impero Qajar) per il controllo delle regioni di confine nel Caucaso e nell’Azerbaigian. Uno degli episodi più sanguinosi di questi conflitti avvenne durante la guerra ottomano-persiana del 1821-1823, quando le truppe ottomane cercarono di invadere la regione. La battaglia di Erzurum del 1821 è un esempio di come la resistenza locale, supportata dalle forze persiane, riuscì a infliggere pesanti perdite agli invasori ottomani. Anche se i dettagli specifici del massacro nella foresta di Arsbaran non sono ben documentati, riflettono la turbolenza e la violenza che caratterizzarono questi conflitti regionali.

In sintesi, il simbolismo e la storia dei luoghi sono scelti per risvegliare i sentimenti divisivi e le ferite storiche che il tempo non ha ancora provveduto a remarginare. L’obiettivo di balcanizzazione e/o di incendiare l’Iran con rivolte è da considerarsi molto probabile, come ben spiegato da Baratiri.

Questa mossa da parte delle potenze straniere rimarrebbe la loro mossa principale contro la resistenza iraniana all’anglosfera e al globalismo, oltre che essere una possible vendetta da parte dei servizi segreti israeliani, vista l’improbabile entrata in guerra degli Stati Uniti contro Tehran, a seguito dell’attacco militare iraniano contro Tel Aviv.

Cercheremo ora di spiegare perché secondo noi gli Stati Uniti, dietro le quinte, stessero cercando una trattativa e una distensione con l’Iran o comunque, ci fossero strane manovre dietro le quinte.

Domanda: perché, a poche settimane dall’inizio degli attacchi di Hamas contro Israele, gli Stati Uniti hanno sbloccato 6 miliardi (MILIARDI) di $ verso l’Iran?[1] I servizi segreti statunitensi e il Pentagono non hanno avuto nessuna avvisaglia dei preparativi dell’attacco? L’ipotesi di inettitudine e superficialità ci sembra da scartare e, naturalmente, dobbiamo muoverci nell’universo delle speculazioni per cui la realtà supera la fantasia.

Ipotesi 1) Biden sta proseguendo la politica di riavvicinamento degli Stati Uniti verso l’Iran e di isolamento verso Israele, con minore supporto militare in Medio Oriente. Conseguentemente, Trump trarrebbe giovamento di ciò, perché legato ai gruppi filo-israeliani, in particolare per la parentela con Jared Kushner. Ció tornerebbe anche col fatto che Trump si è attribuito la responsabilità dell’uccisione del generale iraniano Soleimani.

Ipotesi 2) I militari e i patrioti USA, nel loro governo-ombra, di cui Donald Trump sarebbe ancora il presidente in carica, stanno astutamente lasciando la classe politica marcia che c’è nello stato di Israele al loro destino, facendo fare il gioco sporco del filo-iraniano a Joe Biden, facendo venire allo scoperto la corruzione del governo Netanyahu e lasciando loro recitare la parte dei cattivi, che ahinoi, gli riesce molto bene, a discapito di molti innocenti. Allo stesso tempo, il consenso della popolazione israeliana verso Netanyahu crolla sempre di più, tant’è che pure alla vigilia della morte di Raisi ci sono state manifestazioni a Tel Aviv.

Non scordiamoci che Donald Trump aveva inveito contro Netanyahu, non appena quest’ultimo si era congratulato con Biden per la dubbia elezione: Trump è una persona MOLTO vendicativa.

Inoltre, è venuto diverse volte il sostegno a parole verso Israele, ma a parte il movimento ininfluente di un paio di portaerei, e la consegna di armi (a breve scadenza?), nulla di più è avvenuto.

Riportiamo inoltre questo video, in cui Trump afferma alla platea di essere al terzo mandato, lasciando presagire che tante cose non sono come possono sembrare.
https://rumble.com/v4w1262-trump-teases-that-maybe-hes-in-his-3rd-term-.html

In aggiunta, stando a quanto riportato dal canale “Giubbe Rosse“, gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero tenuto dei colloqui indiretti la scorsa settimana, per evitare ulteriori attacchi. La notizia è stata riportata dall’agenzia Axios. [2]

Che l’attentato sia avvenuto per sabotare queste trattative? Gestite da Biden o dai militari USA?

Vi sono altre speculazioni, secondo cui la coda dell’elicottero sia meno danneggiata e ben separata dal resto dei rottami? Potrebbe essere che sia stata piazzata una bomba all’interno dell’elicottero durante la sosta in Azerbaijan?

Ultima, più improbabile, ma non impossibile, è che sia stata inscenata la morte di Raisi (motivi di sicurezza? Operazione militare nascosta?), secondo quanto afferma El-Elyon.
https://x.com/El1_Elyon/status/1792562802810290471

https://x.com/El1_Elyon/status/1792516808437608827

Inutile ripetere che le nostre sono solo speculazioni ragionate, che potrebbero essere pure lontane dalla verità, tranne la tesi di Baratiri, tuttavia abbiamo voluto riportare tutto quello che abbiamo ritenuto di interesse.

Saremo felici di leggere vostri commenti, anche su quello che ritenete incongruente, e le vostre opinioni.

FONTI

[1]

https://www.reuters.com/world/us-allows-6-billion-transfer-part-iran-prisoner-swap-2023-09-11/

https://www.bbc.com/news/world-middle-east-66784817

https://edition.cnn.com/2023/09/18/politics/iran-money-explainer/index.html

[2]

https://www.axios.com/2024/05/17/biden-us-iran-regional-attacks

Buona Pasqua ai nostri lettori!

Cari Voi che ci leggete,

vogliamo ringraziarvi, anche se siete capitati sulle nostre pagine una sola volta e vi porgiamo i nostri auguri per una Felice Pasqua!

Condividiamo con voi questa riflessione odierna dello studioso Matteo Martini, che offre spunti interessanti.

Cari saluti,

Tulkas & Gilgameš

Dal canale Telegram “Il Veritiero“:

Le “teorie alternative” (sociali, storiche, scientifiche) nel XXI secolo o più precisamente nella finestra di decenni che stiamo vivendo nell’epoca internet, non vengono accettate – ormai ne sono persuaso – unicamente per motivi razionali da un gruppo sociale più intelligente. Credo che l’adesione – indipendente dalla sensatezza o verosimiglianza di molte teorie alternative – sia legata a fattori pre-razionali, emotivi, ad esempio di anticonformismo: per ragioni sostanzialmente speculari e opposte, ma non meno irrazionalistiche, della scelta della maggioranza di seguire idee e narrative presentate come ufficiali. Al massimo i primi si differenziano dagli altri secondo lo schema gnostico psichici/ilici.

Questo non deve sminuire l’importanza e l’utiltà che le sfide a un sistema di credenze consensualmente condivise all’interno della società possono rappresentare, sia in termini di ricerca della verità, sia anche di dinamica sociale.

Tuttavia sappiamo che questa fluidità di credenze, specie in una situazione storica come quella rivoluzionata da Internet e dai social media, diventa un campo di battaglia per gli attori della Guerra Cognitiva (Cognitive Warfare), attori che sono non estranei al mondo militare, alla comunità dell’intelligence, o alla psicologia militarizzata nata nelle università anglosassoni.

Quello della guerra psicologica è un settore in cui l’anglosfera è stata all’avanguardia nell’ultimo secolo, come del resto nel marketing e nella pubblicità. Altre potenze e blocchi, come quello russo o cinese, nell’epoca della guerra fredda e dopo, hanno avuto dottrine sulla propaganda e sulla guerra psicologica molto più arretrate, se non nulle. Ciò può apparire paradossale (per altri versi non lo è affatto) ma le democrazie liberali hanno consolidato apparati di controllo del consenso o di distrazione assai più delle “autocrazie” o delle democrazie non liberali…

Ad oggi, nel nostro Occidente, i cosiddetti complottisti (che dicevamo si ritengono più intelligenti dei più numerosi convenzionalisti), sposano di fatto teorie alternative la cui prima comparsa è stata, nella quasi totalità dei casi, nel territorio americano (extraterrestrialismo, Q, pseudo-law e pseudo diritto, Tartaria) o al massimo nell’area dell’anglosfera (es. Icke, Sitchin). In questo settore inserisco a pieno titolo prassi e contenuti anche della New Age, fenomeno tipicamente anglosassone.
Di fatto gli alternativi, hanno sposato teorie che sono diventate commercialmente diffuse negli Stati Uniti, e poi si sono diffuse globalmente con le dinamiche della globalizzazione.

Pensare che questo cluster di teorie alternative – che nel tempo si sono consolidate nel tempo divenendo uno zoccolo duro e un mainstream sui generis per una determinata nicchia sociale – sia “spontaneo”, e non legate a esperimenti o protocolli del controllo di massa e di ingegneria sociale del Paese in cui tutte sono sorte (USA), credo sia l’ultima pillola blu che i pretesi risvegliati continuano a ricevere.

Costoro sono “gli uccelli da una sola piuma”, come vengono definitivi informalmente dai teorici della psicologia di massa 2.0, che inevitabilmente finiscono per essere messi insieme attraverso tali programmi di controllo e manipolazione culturale.

Ritengo opportuno concentrarmi su questo tipo di inganno, perché di fatto non lo fa nessuno, e i principali attori dell’informazione alternativa, più che dimostrare di esserne consapevoli, o in grado di svolgere questo compito, sembrano piuttosto rientrare fra gli agenti di queste operazioni culturali, anziché fra coloro che le svelano.

Il Veritiero (https://t.me/ilVeritiero)

Paghi in contante? Inquini!

Con il recente articolo de “Il Sole-24 Ore” dal titolo “«Inquinamento da contante»: in Italia 2,7 kg di CO2 per abitante generate dai pagamenti cash (al secondo posto in Europa dopo la Germania)“,


crediamo si sia raggiunta la (momentanea) vetta di propaganda ecologista, atta a rendere reale la ben nota Agenda 2030, di cui non elencheremo tutti i punti del programma; ci limiteremo a ricordare che l’obiettivo principale rimane quello di toglierci ogni tipo proprietà privata: dall’automobile alla nostra abitazione di proprietà (1), fino al denaro contante, prima ritenuto responsabile dai vari governi pro-UE della “evasione fiscale”, e adesso si è aggiunta la corresponsabilità nell’aumento delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera (sic!).

Si può notare nell’articolo menzionato l’utilizzo del sostantivo inglese “cashless” fino alla nausea, in modo da cancellare sempre di più il nostro vocabolario, quindi la nostra cultura, ormai depauperata dall’anticultura partita nel ’68, ma vogliamo far notare un’incoerenza del quotidiano: l’Italia sarebbe seconda solo dopo alla Germania per l’utilizzo del contante in Europa, ma se utilizzare il contante è da evasori, perché la stampa non attacca i tedeschi per un maggiore uso delle banconote rispetto a noi? Non dovrebbero essere loro i virtuosi, il modello da seguire?

Andiamo avanti. Si legge che “il 58% dei commercianti ha introdotto i pagamenti digitali per venire incontro alle richieste dei clienti“; possiamo supporre che tanto ha fatto la campagna mediatica contro “l’idraulico e il barista che non fanno la fattura” e che non accettano la carta per pagare il caffé, quindi sia per paura sia per evitare stress e litigi, gli esercenti hanno ceduto su questo fronte.

C’è però un dato che fa ben sperare nell’articolo: Interessante notare come la dipendenza dal contante e la percezione di sicurezza sia più pronunciata nelle regioni del Mezzogiorno. […]
Questo suggerisce la presenza di forti divari Nord-Sud relativi all’accettazione e all’utilizzo del cashless.Oltre ai pregiudizi culturali, un altro ostacolo è rappresentato dalla cultura digitale diffusa tra gli esercenti. Il 60% giudica basso o molto basso il grado di raccolta e valorizzazione dei dati dei propri clienti, mentre il 26% non utilizza affatto il web per la propria attività. Inoltre, quasi il 50% dei rispondenti non ritiene di avere bisogno di competenze digitali avanzate.

In base a nostre testimonianze dai paesi germanofoni (non è nero tutto ciò che è scuro, così come non è oro tutto ciò che luccica), possiamo assicurare che ai mercatini di Natale di Vienna, nessuno accetta i pagamenti con la carta: in ogni casetta di legno era presente un cartello “cash only/nur Bargeld“. Facciamo presente che, all’entrata di ogni mercatino era presente almeno un bancomat mobile, piazzato apposta. Inoltre, tutt’ora al Naschmarkt della capitale dell’ex-Impero Asburgico, sono in tantissimi ad accettare solo il pagamento in contante. A Trieste e nel Nord Italia, invece, nonostante la nostra completa disponibilità verso i negozianti di andare a prelevare ad un bancomat, questi ci mettevano il pos davanti, intimoriti che potessimo scappare o chissà che cosa.

Si è potuto inoltre osservare che l’Unione Europea sta accelerando sull’introduzione del “portafoglio digitale”, che conterrà non solo il denaro elettronico, ma anche la carta d’identitá, la patente e la tessera sanitaria.

Spot propagandistico dell’EU digital wallet.

Nessuno (tranne i “complottisti”) va a pensare che con un semplice click possano toglierti denaro, documenti, servizio sanitario e permesso di guida, il tutto magari perché qualcuno possa scrivere un commento su Facebook, Instagram o Twitter “non conforme agli standard”.

Un altro video che spiega la pericolosità della sparizione del contante è questo.

Verso il controllo totale.

Raccomandazione: tenete la guardia alta; prelevate il più possibile al bancomat; pagate in contanti.

(1) Gli obiettivi dell’Agenda 2030 e del Grande Reset sono stati spiegati bene da Patrick DeWatt nel suo video “La grande scommessa: WWIII – Reset – Reddito universale“.

Quale Futuro? Quale Passato?

Perchè mi ritrovo a scrivere questo spunto? Perchè ieri sera ho fatto il pieno alla mia auto e come da prassi oramai, avendo una diesel, se posso cerco fare il pieno di olio vegetale idrotrattato. Avendo da poco cambiato auto però non ero sicuro che la nuova auto lo tollerasse e complice il fatto che non avevo nessuno dietro in coda al self service, mi sono messo a cercare su internet dove cercare le opportune sigle per verificarne la compatibilità. Sulla vecchia auto non me nero preoccupato perchè il motore che aveva era dello stesso tipo utilizzato da un noto produttore di idrocarburi per testare il suo olio vegetale idrotrattato. Sinceratomi che la nuova auto lo tollerava ho fatto il pieno e sono corso a casa da mia figlia. E mentre guidavo e pensavo a questo tipo di combustibile ho avuto un lontano ricordo, che veniva dal passato fatto di sentito dire e di articoli di giornali automobilistici, quando queste riviste erano serie, tecniche e approfondite, non come quelle di oggi che sembrano delle brochure commerciali.

E scavando nei ricordi viene fuori che l’Italia, grazie ad uno dei suoi imprenditori più visionari, aveva a Livorno nel 1993 una raffineria che già produceva bio-diesel (per l’esattezza Diesel-B veniva chiamato) realizzato da cascami alimentari/agricoli e da produzione agricole non in competizione con le produzione alimentari.

E mi viene in mente quanto tempo abbiamo perso? Cosa è successo? Quel sogno tecnicamente favoloso, avveneristico, che voleva mischiare agricoltura con la chimica, per donarci una produzione più sostenibile, ma per l’Italia voleva anche dire più autonoma dell’importazioni estere di petrolio, che fine ha fatto?

Se fosse stato mio padre nel 1993 a fare il piano Diesel-B sulla sua auto, o mio zio a mandare il trattore con Diesel-B al posto del gasolio agricolo, forse mia figlia oggi vivrebbe in un mondo migliore? Ci sarebbero state meno tensioni, guerre, crisi perché il mondo avrebbe diversificato l’approvvigionamento energetico? Ci sarebbe stato un minor aumento della CO2 in atmosfera? Il medio oriente sarebbe forse un posto più ‘calmo’?

Non lo sapremo, ma la folle corsa di oggi all’auto elettrica ricaricata da corrente prodotta per il 60% da centrali alimentate a combustibili fossili (cui va aggiunta anche la dispersione dovuta alla distribuzione e alla perdita di ricarica e immagazzinamento delle batterie) ha fatto rinascere il bisogno di quei combustibili sognati 30 e più anni fa (XTL – HVO etc.).

La risposta la darà solo la storia, ma forse noi, complici un classe politica allo sbando, una impreparazione degli organi tecnici statali abbiamo perso quello che poteva esser la grande occasione, anzi una delle tante.

Allora ora sta a noi, vogliamo dare un segno?! Vogliamo provare a dire la nostra indipendentemente dai strane imposizione dall’alto?
Comprate auto a gasolio anche usate  (almeno euro 5), qualsiasi tecnico vi dirà che allungare la vita media di un prodotto e aggiustarlo è meglio che buttarlo via dopo poco utilizzo e prenderne uno nuovo, e alimentatelo con olio vegetale idrotrattato, ne esistono di varie marche, ma per correttezza e merito io vi suggerirei di utilizzare quello della prima azienda visionaria che lo mise in produzione per la prima volta nel 1993.

Gilgameš

Harari (WEF): sostituire i medici con l’intelligenza artificiale

Riportiamo un video di uno dei principali esponenti del World Economic Forum e di Davos, Yuval Noah Harari, ricordiamo autore di libri come “Sapiens: Da animali a dèi”, “Homo Deus: Breve storia del futuro” e “21 lezioni per il XXI secolo”.

Harari con Christine Lagarde

Come possiamo ascoltare, Harari ipotizza un rimpiazzamento dei medici umani con altri guidati dall’intelligenza artificiale (androidi? Robot?). Non ci stupiremmo, se vedessimo alcune delle multinazionali sponsorizzanti (o sponsorizzate?) dal World Economic Forum proporre di creare robot medici o infermieri, con la scusa magari di aiutare i Paesi poveri dell’Africa, per combattere la piaga delle malattie e della povertà.